MARY'S BATH

Vincitore del Premio della critica Ermo Colle 2015 - Menzione speciale della critica al Premio Sonia Bonacina 2016

 

coreografia e danza Claudia Rossi Valli e Tommaso Monza

assistente Marco Bissoli

disegno luci Andrea Gentili

voce Fabio Pagano

produzione Natiscalzi DT, Compagnia Abbondanza Bertoni

con il sostegno di Leim project

 

durata 55 min.

destinatari per tutti

genere poesia, danza, teatro d’immagine, video

 

Prima parte della trilogia dell’Annunciazione, è uno spettacolo vincitore del premio della critica Ermo Colle 2015, un danzatore e una danzatrice raccontano il momento dell’annunciazione, fra poesia, ironia e mistero. Adatto anche a luoghi non convenzionali in quanto nato in una piccola chiesetta sconsacrata e solo in seguito diventato uno spettacolo per palcoscenico.

 

“Tu non sei piú vicina a Dio di noi;
siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
Io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta. [...]”

Annunciazione (Le parole dell'Angelo), R. M. Rilke 

 

 

Note degli autori

 

Immergersi, sposarsi, bagnarsi; pregare, toccare, nascere.

Mary's Bath è uno studio sospeso fra terreno e divino, una danza intima che si svela.

Mary ci invita a guardarla da vicino, a condividere con lei la paura e la verità del divenire.

Un Angelo si abbandona, per la prima volta, ad una confidenza, ad una confessione fisica.

Mary's Bath è un progetto di ricerca che ha come tema di sviluppo l'Annunciazione. Non parla però di religione. L'attenzione si concentra piuttosto sulla storia di iconografie, simbologie e testi legati al tema dell'Annunciazione che da sempre accompagnano la nostra cultura: dal medioevo, al rinascimento, ad oggi. Non c'è giudizio, ma due personaggi che si svelano e definiscono poco a poco, tra slanci lirici e dialoghi di corpi ironici: Mary (gioiosa? fragile? consenziente?), e l'Angelo (orgoglioso? solo? innamorato?). Purezza diventa sensualità, il sensuale tramuta in divino, finché ciò che è stato narrato si confonde e lascia spazio all'essere: di carne e meraviglia.

Mary's Bath è anche una riflessione sulla vita a partire dal suo punto di partenza: il concepimento. La maternità come scelta o accettazione, come desiderio o come ruolo da ricoprire. Da qui un interrogativo sulle aspettative a cui la società ci sottopone, e sul come decidiamo di assecondarle o trasgredirle.

Mary's Bath segue due linee di sviluppo: una teatrale, e una site-specific.

Come progetto site-specific, Mary's Bath ha come obbiettivo quello di mutare e trasformarsi ogni volta che viene presentato. Il carattere del luogo plasma e colora danza ed immaginario; il pubblico avrà l'impressione di guardane, non qualcosa di aggiunto, ma piuttosto qualcosa che nasce dal luogo stesso e organicamente ne fa parte.