LO SCHIACCIANOCI, opera fantastica per esèmble di danzatori e tappeto elastico

 

Vincitore del bando di Residenze 2016 del centro Lavanderia a Vapore - Vincitore del bando CID CANTIERI 2017 - Festival Oriente Occidente

Coreografia:Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli – Natiscalzi DT

 

Danza:Marco Bissoli, Francesco Collavino, Michela Cotterchio, Elda Gallo, Tommaso Monza, Seydi Rodriguez Gutierrez, Claudia Rossi Valli

 

Con la partecipazione di Sarah Sofia Ballester

 

Musiche: P. Tchaikovsky

 

Testi: Arianna Perrone

 

Musica dal vivo: Angel Ballester Veliz

 

Disegno luci: Andrea Gentili, Nicolò Pozzerle

 

Tecnico esecutore: Giorgio Peri

 

Video: Francesco Collavino

 

Grafica: Ela Creation

 

Organizzazione: Michele Fanni, Anna M. Mattioli

 

Produzione: NATISCALZI DT

 

Coproduzione: 
Compagnia Abbondanza Bertoni, CID Cantieri - Festival Oriente Occidente

con il sostegno di
: Lavanderia a Vapore - Fondazione Piemonte dal Vivo, Fondazione Nazionale della Danza, Compagnia C&C, ResiDance XL 2016 - Rete Anticorpi XL

Consulenze artistiche:
 Marisa Coppiano, Giorgio Mirto, Alessandro Pontremoli, Sergio Trombetta

 

Durata: 80 min

Genere: danza, teatro, acrobatica e videoproiezioni

Destinatari: spettacolo per tutti adatto anche alle scolastiche dai 6 anni in su

 

Allo spettacolo si può affiancare un percorso di laboratori ed incontri con i ragazzi delle medie sulla tematica: "IL DIVENIRE", argomento cardine  dello spettacolo

 

“LO SCHIACCIANOCI” è uno spettacolo adatto a un pubblico ampio, con 6 danzatori, un tappeto elastico, le musiche originali di Tcaikovsky; in più è previsto l'inserimento all'interno dello spettacolo di un gruppo di danzatori di scuole di danza del territorio e un coro di voci bianche per poter condividere veramente lo spettacolo con una comunità.

 La storia

 

È la Vigilia di Natale. Clara e suo fratello Fritz si preparano a ricevere amici e parenti invitati alla festa. Tra questi c’è anche lo zio Drosselmayer, una figura ambigua, un po’ mago un po’ orologiaio, che consegna regali ai bambini della casa.
Drosselmayer conosce anche molte storie, e quella che preferisce raccontare è quella dello “Schiaccianoci” che, forse, lo riguarda.
Schiaccianoci era un ragazzo scelto da uno stregone (molto somigliante a Drosselmayer...) per spezzare l’incantesimo che imprigiona la principessa Pirlipat in una figura mostruosa. Per riuscirvi deve rompere una noce con i denti e fare 7 passi all’indietro. Ma, prima che arrivi a compierli, la Regina dei Topi si intromette, facendolo cadere: la maledizione rimbalza sul ragazzo, trasformandolo in una statuetta schiaccianoci.
Era stata proprio la Regina dei Topi a scagliare la maledizione sulla principessa Pirlipat per vendicarsi del Re degli uomini che ne aveva affamato i figli, portandoli alla morte.
La Regina dei Topi, fermando Schiaccianoci, perde la vita.
Da quel funesto giorno, lo stregone vaga attraverso i Mondi e i Tempi per cercare una bambina che possa, con il suo amore puro e disinteressato, rompere il sortilegio inflitto allo Schiaccianoci.
È qui che la storia di Drosselmayer si intreccia con la realtà: se fosse proprio lui quello stregone
alla ricerca della bambina per spezzare l’incantesimo? Se fosse proprio il soldatino che Drosselmayer regala a Clara la Vigilia di Natale ad essere quello Schiaccianoci che prima era un ragazzo? E se fosse proprio Clara l’unica a poter spezzare la maledizione?
Se così fosse, Schiaccianoci riuscirebbe a sconfiggere il Re dei Topi che ancora minaccia di vendicare sua madre, la Regina dei Topi, e tornerebbe ad essere un ragazzo. Prenderebbe per mano Clara e la condurrebbe in un mondo incantato, fatto a misura dei sogni. 

 

La rilettura da parte della compagnia

 

Sentendo nominare Lo Schiaccianoci, il celeberrimo balletto ispirato ad un racconto di Hoffmann che debuttò nel 1892 grazie al genio di Petipa e Ivanon, l’immaginario collettivo si riempie di fiocchi di neve e regali di Natale, epiche battaglie tra topi e soldatini, personaggi ammalianti e dai sapori esotici. Un mondo favolistico che prende vita tra le note travolgenti ed indimenticabili dell’opera di Tchaikovsky.

La compagnia Natiscalzi DT parte dal libretto originale per reinventarne il racconto, proponendo un tuffo tra desideri e memorie, dando vita ad un mondo vero ed onirico al tempo stesso, tragicamente comico, paradossalmente sincero, dove i sogni tornano a bussare alla porta del presente fino a farci credere che siano divenuti reali.

Nella pièce, i danzatori si ritrovano davanti ad un proprio sé riflesso: un invito a ricordare chi sono stati e chi immaginavano di diventare. Venditori di palloncini, astronauti, postini, rivoluzionari, ballerini, acrobati. “Saremo sia noi, che i personaggi della storia” dichiarano all’inizio.
Persone soddisfatte, amate, serene, invitate alla grande festa organizzata sul palco, quando il tempo e lo spazio collassano, e allora possiamo riabbracciare gli amici lontani ed invitare nostra nonna a ballare un valzer con noi.

La scena è animata da sei danzatori ed un tappeto elastico, a cui si aggiungono un gruppo di danzatori ed un coro di dieci bambini.

 

 

Metodologia

 

Il recupero di un classico arriva direttamente da un'esperienza personale: “Da bambina, spesso, passavamo i pomeriggi ascoltando le canzoni del folklore russo e ballavamo tutti insieme, sul tappeto, tra i divani . Mia mamma aveva portato da Mosca un disco vinile: “Lo Schiaccianoci”, di Tchaikovsky, la versione del balletto. Io lo sapevo tutto a memoria, e la mia parte preferita era il Gran Pas de Deux finale.” (Claudia). Lo Schaiccianoci, il Regno dei Canditi, il sogno di Clara diventa così una proiezione di un sogno della coreografa, in cui rievocare lo stupore e il meraviglioso che le melodie dell'opera le suggerivano durante i giochi d'infanzia.

 

Un approccio di re-interpretazione personale e contemporanea, senza però tralasciare il racconto originale di Hoffman: la trama e i personaggi della storia originale prendono vita e spazio attraverso atmosfere e danze che ne portano avanti la narrazione.

 

 

Lavoro sul territorio

 

Lo Schiaccianoci ha come gruppo stabile di lavoro un enseble di 6 danzatori, ma rimanendo fedeli al carattere di carrellata di personaggi che si susseguono nel secondo atto, anche il nostro spettacolo si riempie di figure diverse: sono numerosi infatti gli interventi di danzatori, artisti, o gruppi, a cui chiediamo di collaborare per la messa in scena. Come fossero gli invitati alla nostra festa di Natale, ad ogni divertissemant sopraggiunge un nuovo personaggio o gruppo.

 

In particolare, come dialogo con il territorio, chiediamo di poter lavorare con giovani danzatori in formazione, e di incontrare un coro di bambini o voci bianche.

Uno dei nostri intenti è infatti quello di rendere Lo Schiaccianoci uno spettacolo, quanto più possibile, “pop”, nell'accezione di popolare, condiviso con il territorio. Una ricorrenza popolare, un appuntamento, uno spazio di incontro.

 

 

Opera musicale

 

L'opera musicale di Tchaikovsky ha un ruolo fondamentale e di primo interesse nel nostro approccio al lavoro. La nostra attenzione è rivolta a preservare la partitura e ciò che la caratterizza. Il nostro intervento di re-interpretazione della musica avviene attraverso l'utilizzo di diversi canali di riproduzione musicale (sulla scena ci sono ad esempio carillon, giradischi, mangianastri, musica dal vivo...) e di utilizzo di versioni musicali diverse dall'originale (versioni con strumenti del folklore russo, riscritture per un solo strumento, arrangiamenti per strumenti elettronici...). Questo ci è possibile sempre e solo grazie al tutoraggio da parte di professionisti ed artisti che seguono lo sviluppo creativo del nostro lavoro.

 

La libertà interpretativa arriva da un'aderenza personale alle suggestioni suscitate dalle melodie.